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Sistemi di scrittura del giapponese

Una lingua, molti sistemi di scrittura
Il giapponese, volendo, si puo' scrivere coi caratteri occidentali. Questo alfabeto e' chiamato dai giapponesi "roomaji" (caratteri romani) e ci sono piu' modi di trascrivere i suoni giapponesi in roomaji. Il metodo piu' usato e' lo Hepburn (che si puo' descrivere, in pratica, con un "vocali all'italiana, consonanti all'inglese"). Pero' il metodo ufficiale e' il Kunrei e molti giapponesi usano questo. Personalmente, uso lo Hepburn perche' lo trovo molto piu' immediato (le differenze sono poche, ma sufficienti a rendere irriconoscibili a prima vista certe parole, per chi e' abituato in un certo modo piuttosto che in un altro).
Comunque, vedere il roomaji e' una rarita'. I giapponesi lo usano solo per uso e consumo degli stranieri, e addirittura il giapponese medio ha qualche difficolta' a leggerlo, perche' in Giappone non si usa mai. (Be', un po' sui cartelli stradali, grazie al cielo :)
Ci sono poi ben due alfabeti fonetici giapponesi. Piu' che alfabeti sono sillabari, perche' ogni segno non indica una lettera ma una sillaba. Lo HIRAGANA e' utilizzato comunemente per le parole giapponesi, mentre il KATAKANA viene usato principalmente per trascrivere le parole straniere in un testo giapponese. I due sillabari hanno lo stesso numero di segni, e si riferiscono esattamente agli stessi suoni. A causa della loro natura di sillabari, la trascrizione dei termini stranieri e' un po' imprecisa e "storpiata" (ma del resto anche nella loro pronuncia avviene lo stesso, una normale "giapponesizzazione" dei suoni stranieri, come in tutte le lingue). Qualche volta e' difficile ricostruire la parola straniera trascritta: in generale ci vuole un po' di intuito e di fantasia.
Ma i giapponesi usano soprattutto gli ideogrammi di origine cinese (detti KANJI), per scrivere la loro lingua. A differenza dei cinesi, che usano solo gli ideogrammi, i giapponesi usano in effetti un sistema misto di kanji, hiragana e katakana (per termini stranieri). Lo hiragana serve per scrivere la parte finale delle parole (soprattutto dei verbi) che si coniuga, mentre il kanji trascrive la parte iniziale che rimane fissa (la "radice", all'incirca). In giapponese infatti si coniugano i verbi (e anche gli aggettivi), in maniera piuttosto diversa dall'italiano. Comunque, a volte una parola si scrive meta' in kanji e meta' in hiragana anche se non si coniuga, e l'unica maniera per saperlo e' la pratica. Poi ci sono alcune parole di uso molto comune che si scrivono solo in hiragana, tra cui le "particelle" (non vere e proprie parole, ma elementi della frase, chiamate anche postposizioni - come le nostre preposizioni, ma vanno dopo le parole anziche' prima).
I kanji sono una della grandi difficolta' della lingua giapponese, perche' vanno imparati a memoria, e perche' spesso hanno piu' di una lettura. Si parla di letture ON e KUN. La lettura KUN rappresenta la parola giapponese legata al kanji. La lettura ON invece e' una riproduzione della pronuncia cinese all'epoca in cui il kanji e' stato importato (il cinese moderno ha avuto una evoluzione linguistica nel frattempo). Inoltre, i suoni del cinese e quelli del giapponese non coincidono pienamente, e quindi la lettura ON non riflette perfettamente la pronuncia originaria, ma e' la migliore approssimazione possibile coi suoni del giapponese.
Nel giapponese vengono utilizzate entrambe le letture. Come si decide? Conoscendo la parola che devi dire. Se non la sai, consultando un dizionario o un insegnante. E' l'unico metodo veramente sicuro.

Ragioni storiche
Tutte queste complicazioni hanno una ragione d'essere nella storia della lingua giapponese. Ecco un breve riassunto.
Il giapponese non aveva un sistema di scrittura. Lo importo' dalla Cina. Pero', la lingua giapponese e' diversa dalla lingua cinese: infatti in giapponese ad esempio si coniugano i verbi, mentre in cinese "no". (le virgolette sono per i puristi :)
Come risolvere la questione? Il verbo coniugato va scritto con tutta la sua coniugazione. Hanno quindi importato alcuni kanji per usarli solo per trascrivere suoni, e sono poi stati semplificati, diventando hiragana e katakana. Potevano anche scrivere tutto cosi', invece hanno voluto complicare la vita a se stessi e a noi :) (e' una battuta, in realta' i kanji hanno una utilita' pratica, ma non facciamola tanto lunga).

Mentre importavano la scrittura, a causa dei contatti molte parole cinesi vennero importate nella lingua giapponese. Come abbiamo fatto noi prendendo "computer" dall'inglese.
Le parole importate dal cinese non hanno cambiato modo di scrittura. I kanji, in altre parole, sono rimasti gli stessi. La pronuncia di quei kanji che formano quelle parole, dunque, e' rimasta la stessa che in cinese, salvo quanto avevo detto (una piccola variazione e' avvenuta, cosi' come noi non pronunciamo "computer" esattamente come fanno gli inglesi). Pero' i kanji sono stati usati anche per scrivere le parole gia' esistenti nel giapponese: non hanno cambiato lingua! In questo caso, si e' preso il kanji per il significato. Per scrivere "casa", hanno preso il kanji di "casa" e gli hanno dato la pronuncia giapponese corrispondente.
Siccome lo stesso kanji fa parte, a volte, di parole prese dal cinese, a seconda del contesto (cioe' di quale parola forma), si leggera' alla giapponese (KUN) oppure alla cinese (ON).
Le due letture sono completamente indipendenti, perche' si riferiscono a contesti diversi.

E' anche successo che uno stesso kanji venisse associato a piu' parole del giapponese (quindi abbia piu' pronunce KUN); oppure, che venisse preso in parole di dialetti diversi del cinese, quindi con pronuncia diversa, abbia cioe' piu' pronunce ON. Questo capita, purtroppo, proprio con i kanji piu' frequenti.

Come si fa a capire come si legge un kanji? Con la pratica. Le combinazioni possibili sono infinite; quelle realmente usate _no_. In particolare, si evitano in genere le ambiguita': se riconosci una parola, e la sai pronunciare, non e' che improvvisamente cambia pronuncia. SALVO POCHISSIME ECCEZIONI di parole diverse che si scrivono con gli stessi kanji; ma sono poche e si imparano mano a mano.
Si possono anche studiare i singoli kanji. Anzi, ad un certo punto e' proprio buona norma farlo. Pero', all'inizio e' meglio partire dalle _parole_. Perche' memorizzare i kanji non basta a saperle leggere e scrivere. Ma partendo dalle parole, e' piu' semplice affrontare il problema.

Created by Parvati V 04/02/2003 Last modified by Parvati V 04/02/2003