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E' finalmente uscito anche in Italia il gioco di ruolo dedicato a Lupo Solitario, che tutti conosciamo dalla lunga, fortunata e bella serie di librogame e dalla meno fortunata e riuscita (a mio avviso) serie di romanzi. La traduzione italiana è ad opera di Editori Folli. E' ormai uscito da un po' (ed ha gia' una versione in Italiano, uscita a Lucca, dove era presente anche Joe Dever - che, oltre alle interessantissime conferenze, ha interpretato Lupo Solitario in una partita, giocata allo stand degli Editori Folli, che non potro' mai dimenticare) e ho subito avviato una campagna in sede, che ha raggiunto quota 6 giocatori. Ci divertiamo un sacco, devo dire che ne sono proprio soddisfatta. Dopo averlo cosi' provato posso dire, in breve, che e' bello, rende bene l'ambientazione, offre un sacco di spunti narrativi contemporaneamente ad un sistema semplificato (che quindi fila molto di piu') e ad un sistema magico interamente riscritto per avvicinarsi al feeling creato da Joe Dever. Tutto il libro trasuda cura e passione per questo bellissimo universo. E questo per me conta moltissimo. Un po' meno in breve, ecco qualche considerazione sparsa: Lo spirito di Lupo Solitario c'e', sia nella parte descrittiva (ne dico una per tutte: i d4, si dice, "sarebbero apprezzati da Vashna dato che il male che ti fai se li pesti, di notte"...) che in quella prettamente regolistica. L'opera trasuda entusiasmo ed amore per questa bella ambientazione, un cambiamento, rispetto alla freddezza di D&D, che apprezzo tantissimo. Ero molto scettica quando ho letto per la prima volta la notizia del gioco, soprattutto per via del sistema che non amo, tuttavia secondo me il d20 non e' inadatto a Lupo Solitario. Il d20 e' stato creato per la heroic fantasy, dopotutto, e Lupo Solitario cos'e' se non heroic fantasy? Il sistema e' stato comunque semplificato, per raggiungere una maggiore immediatezza e versatilita'; le classi (nel manuale base) sono relativamente poche, fisse, ma molto piu' versatili di quelle base di D&D (diciamo che le paragonerei alle classi di prestigio piuttosto). Non ci sono piu' i talenti, ma sono rimpiazzati da privilegi di classe. Questo rende la creazione del personaggio piu' guidata e immediata, pero' non significa che i personaggi siano poco personalizzabili: infatti ciascuna classe ha una propria serie di "poteri", a cominciare dalle Arti dei Ramas (mentre per esempio per i Cavalieri di Sommerlund non sono poteri magici, ma stili di combattimento) e quindi a seconda del modo in cui vengono scelti, si da' una diversa caratterizzazione al personaggio.
Per chi volesse utilizzare elementi presi da Lupo Solitario nella propria campagna d20, c'e' un capitoletto nel manuale dedicato alla questione, anche se si limita all'aspetto piu' prettamente tecnico. Ci sono pero' alcune differenze di impostazione in Lupo Solitario, tra le quali spicca la meccanica del Combattimento Psichico, ma anche il fatto che a differenza di D&D, qui gli oggetti magici non sono comuni come le noccioline (e quella manciata di capacita' speciali in piu' che in D&D vengono dall'equipaggiamento qui invece viene inserita tra i vantaggi di classe). Questo non rende impossibile ne' difficile il compito, anche se io consiglio di calarsi decisamente e senza riserve nel meraviglioso mondo del Magnamund. Basta ed avanza per decine di grandi avventure. Il manuale e' un gioco completo di tutto il regolamento, e questo lo pone un bel gradino al di sopra dei vari supplementi che affollano gli scaffali; si', 300 pagine non sono infinite e le varie parti risultano qualche volta un po' stringate (soprattutto i capitoli che presentano ambientazione e mostri), ma chi ha amato i librogame ha una miniera di informazioni (e di avventure gia' pronte, o anche solo spunti) in piu' a portata di mano. Mi rendo conto che sarebbe stato davvero impossibile approfondire di piu' le varie regioni, dato che il Magnamund non e' piccolo. E poi, si sa, ci sono sempre i supplementi per approfondire. Ho tra le mani anche il primo di questi (Darklands, ovvero dedicato al Regno delle Tenebre - ancora non si sa come verra' tradotto in italiano, ma e' stato gia' annunciato per gennaio-febbraio 2005), e devo dire che non solo lo trovo ben fatto come il manuale base, ma ci voleva proprio.
Infine, qualche considerazione sul gioco che viene fuori da questo manuale.
Ultimo, ma non meno importante: considerate le varie caratteristiche su elencate, Lupo Solitario puo' essere un buon GDR introduttivo (approfittando anche dei librogame, perfette avventure in solitario). Finalmente, abbiamo un buon GDR introduttivo in italiano. Devo proprio scrivere altro? Risorse offerte dalla reteIl sito ufficiale del gioco (italiano) e' per ora piuttosto scarno: potrete comunque trovarvi (oltre i link per il forum ufficiale del gioco) due succose anteprime del manuale, contenenti due delle classi del gioco (il Cavaliere Ramas e il Mago di Dessi - vi ricordate Oberon?). Sul sito ufficiale originale (inglese), c'e' gia' vario materiale in piu' (anche se solo in inglese): le schede personalizzate per le varie classi, ed un'anteprima del primo supplemento. Il sito ospita anche un forum (inglese), ricco di informazioni e commenti.
Qui potete leggere una intervista agli autori del gioco di ruolo (August Hahn, autore, e Ian Belcher, editor) (inglese). Non avete letto i vecchi librogame? Ve ne manca qualcuno? Siete curiosi di vedere come scriveva Joe Dever? Qui trovate il testo dei librogame originali (in inglese). Oltre ad alcune cosette interessanti, tali "Magnamund Newsletter"... vere e proprie miniere d'informazioni, che personalmente non ho ancora finito di spulciare. wow! Copyright (C) 2004 Joe Dever/August Hahn/Mongoose Publishing/Editori Folli. All rights reserved. |
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| Created by Parvati V 02/06/2004 | Last modified by Parvati V 22/11/2004 |