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Harmoran by Francesca e Michela Da Sacco
Tempo fa presi il numero 0, e mi piacque abbastanza. Ne' Ares ne' Warlords mi avevano attirata, mi sembrava la solita fantasy alla D&D. Questo fumetto invece, pur presentando scontri (ma dopotutto la narrativa e' in genere scontro, talvolta figurato), lasciava intravedere spiragli per qualcosa di piu'. Cosi', qualche tempo fa, avendo poco materiale in casella, ho recuperato quanto uscito finora, e l'ho letto d'un fiato. Niente male, niente niente male. Il disegno e' di buona qualita', forse un po' altalenante in alcune tavole, ma gradevole. In particolare sono belli gli sfondi, molto curati; sono invece le figure umane a lasciarmi qualche volta qualche perplessita'. Pero', muscoli ce ne sono, ma non esagerati; idem per le tette (e del resto e' di una autrice :) : insomma, sono esseri umani normali. Bene, anzi finalmente. I costumi, gli ambienti, insomma il design in generale richiamano immagini celtiche, cosi' come le popolazioni della storia sono chiaramente ispirate a quelle dell'antica Inghilterra (anche il fatto che Harmoran sia un'isola). La sceneggiatura non e' male, anche se forse un poco lineare. Ma i personaggi sono vivi ed hanno conflitti; mi piacerebbe che le convinzioni del "cattivo" fossero illustrate meglio, perche' lui crede d'essere nel giusto, ottima rottura del solito manicheismo. Altri personaggi vivono conflitti interiori, ma anche questi sono risolti in uno spazio un po' troppo breve. Non che siano secondari, trovo semplicemente che il ritmo sia un po' troppo serrato. Del resto, parlando con l'autrice, mi sono sentita dire che il fumetto non ha venduto abbastanza per l'editore, che ha quindi ridotto il numero di uscite (inizialmente ne erano previste 10, ora appena 7); di conseguenza, il tutto risulta per forza un po' troppo "condensato". Un vero peccato. Un accenno di tramaDarvi un assaggio di una storia cosi' condensata senza spoilerare non e' facile. Harmoran e' una terra di scontri, sia tra sovrani diversi, sia tra due religioni, una antica e "pagana", l'altra (ispirata al cristianesimo) definita dei "grigi". La seconda aveva invaso la prima, che ora vuole ricacciarla via. A questo si aggiungono invasori dal mare, che inaugurano un'epoca di scontri. Un paio di considerazioniSi parla molto male della fantasy. Molti lo considerano un sottogenere dell'avventura, con il "sotto-" ad indicare una minore qualita' in generale. Il genere viene fatto nascere con Tolkien, di cui tutti gli altri sono emuli. Oppure, viene identificato con D&D, o qualcosa di analogo, soprattutto nel campo del fumetto. Ma e' veramente cosi'? Certo, in una classifica di vendite, vediamo proliferare nel fantasy qui in Italia, a parte Tolkien che gode dell'effetto film, un sacco di opere di dubbia originalita' e talvolta ancor piu' dubbia qualita'. Eppure le perle non mancano anche tra i best-seller, almeno di recente, e almeno nella letteratura. Nel fumetto invece sembra spesso vera l'equazione fantasy="simile a D&D". Ovvero, qualcosa di medievale europeo, piu' o meno superficiale, con effetti magici pirotecnici, e generalmente in piu' uomini con muscoli gonfiati e molte signorine discinte piu' o meno marginali se non graficamente. Non parliamo poi dei manga di questo tipo, dove alla superficialita' si aggiunge il fatto che il medioevo europeo deve essere conosciuto in Giappone quanto quello giapponese qui da noi. Sembra vera, perche' alternative piu' mature ce ne sono. Solo che sono in genere prodotti di nicchia, in volumi costosi, magari non molto conosciuti. Harmoran non appartiene a nessuna delle due categorie. Ne' a quella del fantasy superficiale, ne' a quella dei volumi molto costosi (anche se sulla sua fama, ahime', c'e' da dire che la casa produttrice e' piccola). Pero', Harmoran non ha venduto abbastanza, per il suo editore, da giustificare l'avvio di altri progetti maturi come questo. Non intendo fare le pulci in tasca alle edizioni Orione, non so quanto l'abbia promosso; ma il pubblico e' necessario per sostenere un'opera, soprattutto per una casa di piccole dimensioni. E loro hanno rischiato; ci si lamenta che molti altri non abbiano il coraggio di correre rischi. Evidentemente quello che vuole il pubblico italiano e' sempre la solita minestra riscaldata. Che tristezza. | ||
| Created by Parvati V 05/11/2002 | Tutte le immagini: copyright Michela Da Sacco/Edizioni Orione | Last modified by Parvati V 18/10/2003 |